L’osteoporosi è una riduzione patologica della massa ossea, con perdita non solo dei minerali ma anche della componente proteica.
Di per sé non determina alcun sintomo, sino al momento in cui la perdita di massa indebolisce così tanto l’osso da renderlo fragile e facile a fratture spontanee (in particolare alle vertebre) o dopo traumi che in condizioni normali non avrebbero portato a fratture.
Oltre all’età vi sono alcuni farmaci che possono accelerare la perdita di massa ossea, in particolare il cortisone assunto per lunghi periodi, oltre al fumo, a scarsa attività fisica e alla magrezza eccessiva.
Le ossa più interessate alle fratture da osteoporosi sono le vertebre, il femore (il più temibile per gli esiti invalidanti), l’omero e il polso.
La patologia colpisce prevalentemente il sesso femminile dopo la menopausa ma anche l’uomo può essere interessato specie in età più avanzata-
Visto che la malattia non da’ sintomi premonitori, è fondamentale una diagnosi precoce, che può essere fatta con una mineralometria ossea computerizzata (MOC), da eseguire, di norma, dopo i 60 anni.
La MOC è importante, ma non è l’unico strumento per decidere una cura specifica, vanno prese in considerazione altri fattori come la dieta, la famigliarità, i farmaci assunti, eventuali altre malattie e fratture precedenti.
La cura, poi, non deve essere solo farmacologica ma riguardare anche dieta (in particolare l’assunzione di calcio e proteine) e l’attività fisica. Indispensabile un corretto apporto di vitamina D. Il Medico di riferimento sarà in grado di consigliare al meglio.


